Progettazione del giardino e del centro: architetti Marco
Minari e Paolo Mighetto; Supervisione Comune di Torino: arch. Alessandra
Aires, arch. Ferruccio Capitani, dott. agr. Guido Giorza (Settore Urbanizzazioni);
Coordinatore generale dell'intervento: Studio PRAU (arch. U. Bossolono);
Consulenti agronomi: dr. Stefano Fioravanzo e dr. Marta Vitale;
Realizzazione: Dipietrantonio & C. s.r.l. (Torino);
Importo dei lavori: 665.017,07 euro; superficie a verde: ca. 8.400 mq.
Riconoscimenti: Premio la Città per il verde 2010.
Il naturale pendio del terreno, che declina da corso Moncalieri
verso il Po, organizza un vero e proprio percorso narrativo i cui
episodi sono legati al guardare emotivo del visitatore il quale,
dal traffico del corso, spinge lo sguardo verso il fiume fino ad
incontrare passo passo gli “eventi” dei colori delle
foglie, degli odori dei fiori, del colore delle acque “vegetali” (il
fiume delle festuche e delle lavande), del suono delicato e fresco
di forme curve che parlano alla sua fantasia, la attirano, la stimolano
e la arricchiscono del piacere della scoperta di una nuova parte,
di nuovo vivibile, della città.
A ridosso delle vigne e delle ville di una collina tra le più belle,
le “suggestioni” al progetto non possono che nascere
dagli assi visuali delle scenografie barocche, dalle terrazze degradanti
delle ville sabaude e dai giochi d'acqua e dalle prospettive “bloccate” dei
loro giardini.
Lo stesso marciapiedi di corso Moncalieri si apre dolcemente a formare
una terrazza panoramica sul giardino sottostante dove il verde diviene
protagonista e contribuisce ad allargare lo sguardo verso le sponde
del Po; l'occhio traguarda il tempietto sferico del lago vegetale
e, guidato dal lontano silos ligneo del magazzino del sale, si perde
tra gli alberi del fiume.
Seguire il percorso circondati dai profumi e dai colori della lavanda
e riposare e riflettere all'ombra del tempietto; seguire il pendio
dei prati e rilassarsi tra le terrazze del frutteto, dove cogliere
ciliegie, nocciole, mele, pere e cotogne, alla riscoperta di un mondo
rurale che sembra, per un attimo, aver riconquistato e vinto la frenesia
della città, aver rallentato la vita di corsa per seguire
i giochi dei bimbi, il volo di un aquilone, il passeggiare lento
sui percorsi geometrici e avvolgenti di un esotico giardino zen-area
giochi. Accanto alle case, intanto, la penombra di un pergolato di
falso gelsomino che si snoda come un fiume tra i roseti, la pista
ciclabile e il percorso pedonale si aprono su una area protetta per
il gioco dei bimbi e, proseguendo, giungono alla piscina comunale.
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